Il torbolin del baretto al Vinitaly

"In occasione del Vinitaly il pulmino del baretto farà sei corse (dodici tra andata e ritorno) secondo gli orari che sono stati stabiliti dalla riunione del "plenum" degli avventori presieduta dal ragionier Dolimàn.

Il servizio navetta sarà rinforzato da altrettante corse dell'Ape del cinese Tan detto Tano che ha avuto il permesso dal Comune di portare le bandierine come gli autobus. Nelle ore di maggior traffico l'Ape farà da apripista, ma di regola si metterà dietro per impedire al pulmino di essere tamponato, eventualità da scongiurare perché a bordo ci sarà una damigiana con infilata dentro una canna dalla quale ciucceranno a turno i passeggeri, operazione precaria che avverrà ginocchioni e che quindi richiederà doti di equilibrio fisico (il mio Gino dice di lasciar perdere quello mentale) oltre a un buon ancoraggio della damigiana, peraltro impossibile dal momento che il pulmino non è omologato per questo tipo di accessorio".

"Il motivo della damigiana a bordo lo ha spiegato il ragionier Dolimàn col paragone dei palombari. "Come i palombari che devono scendere a molti metri di profondità" ha detto "fanno delle tappe per abituarsi alla pressione dell'acqua, così i degustatori del Vinitaly che partono dal baretto, si preparano all'immersione nel vino gradualmente, ciucciando dalla canna. Il ragionier Dolimàn non vuole però che lo si dica su "L'Arena" perché, non avendo ancora brevettato il sistema, ha paura che glielo ciàvino. Per il baretto il Vinitaly è un evento come lo è la Festa del pito (Thanksgiving Day) per gli americani. L'oste Oreste quest'anno è riuscito finalmente ad avere un banchéto, stofegàto tra uno stand e l'altro, dove presenterà i suoi fiaschi di torbolino tappati coi tutoli de panòcia che stanno tornando di moda con la crisi economica perché costano tri brassi un franco".

"Per il successo del suo torbolino l'Oreste conta molto sulla Beresina che è un mese che fa le prove al baretto tra i pensionati che la guardano con interesse e si prendono anche troppe confidenze, andando oltre a quelle consuete, per abituarla, come dicono, alle confidenze che si prenderanno con lei i "wine lovers" ("brusalìtri" nella nostra lingua) che accorreranno al Vinitaly da tutto il mondo. Al mio Gino el dotor ha consigliato di guardare il Vinitaly da fora, cioè da viale del Lavoro o anche da più in là, dai copi della césa de santa Teresa, se possibile, perché alla prossima bàla el sbàla. Lo sto convincendo ad andare alla fiera della gazosa che si tiene proprio in questi giorni a Sant'Astemio in Valle (de làgrime, come el dise lu)".

Fonte: L'Arena 31/03/2009 - Silvino Gonzato
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