L’enoturismo richiamo per gli stranieri

Per i turisti stranieri il vino italiano è un’attrattiva irresistibile, tanto da condizionare la scelta della metà vacanziera. Circa il 25% degli stranieri che visitano il nostro paese lo fanno percorrendo una o più delle 135 strade del vino o scoprendo una delle 546 città del vino.



Una leva per affrontare e conquistare importanti quote di un mercato sempre più globalizzato, che occupa il terzo posto nella classifica mondiale delle attrattive determinanti nella scelta dei viaggi. Lo dice Matteo Marzotto, presidente dell’Enit, intervenuto ieri al convegno sulla presenza delle cooperative sul mercato inglese organizzato da Fedagri-Confcooperative a Vinitaly.

«Il turismo soffre di una situazione generalizzata di crisi, che sta attraversando tutti i settori», dice Marzotto. «Il 2008 è stato difficile per il turismo che ha registrato una contrazione dello 0,3% del Pil. Il 2009 si è aperto positivamente con una stagione invernale che ha segnato una crescita, ci aspettiamo qualche difficoltà per le vacanze di Pasqua ma siamo fiduciosi. Basterebbe allungare di un giorno i 4,7 della media attuale per incrementare del 25% l’indotto del settore». L’Italia, dice, «ha molte risorse e il vino è una grande opportunità per far conoscere all’estero il nostro paese».

Una valutazione che fa riflettere sulle opportunità che questo prodotto agroalimentare può offrire al Paese. Un ruolo di collettore che, in un mercato maturo e consolidato come quello britannico va tutto giocato. I numeri sono importanti. Del 75% del vino che viene venduto nel canale Gdo inglese, il 12% è italiano, subito dopo il 19% dell’Australia (dati Nielsen). L’Italia è il quarto paese esportatore con una quota di mercato del 12,5% e, per il nostro paese, il mercato britannico è il secondo per valore, pari a 571 milioni di sterline. Andando nel dettaglio dei gusti dei consumatori inglesi, i bianchi italiani, con una percentuale di quasi il 66% degli acquisti domestici, segnano un incremento del 4% rispetto al trend che vede, invece, in testa i rossi. Una rivelazione sono i rosé italiani che, nel 2008, hanno segnato un più 8%, scavalcando la Francia che è scesa al secondo posto.

Fonte l'Arena. - Olga Bussinello

BIGtheme.net Joomla 3.3 Templates