Linea Verde a Verona e sul Garda

Verona, lo scrigno dei sapori. Linea Verde, il programma di agricoltura ed enogastronomia condotto da Elisa Isoardi, ha compiuto ieri mattina su Rai 1 un viaggio a tappe tra città e provincia, nei luoghi più belli e ricchi di quella cultura del buon mangiare e bere che ci rende famosi, passando dal riso Vialone Nano di Isola della Scala all'Amarone della Valpolicella, dai tortellini di Valeggio sul Mincio alle specialità ortofrutticole della Bassa.

Il Vialone nano, come ha spiegato la famiglia Riccò, è la qualità di riso più coltivata nel Veronese (90 per cento), ma rappresenta solo l'1 per cento della produzione nazionale. Ovvero, è un prodotto di nicchia, a marchio Igp, per cui non abbiamo concorrenti. Gabriele Ferron, dell'omonima riseria, ha illustrato la coltivazione del Vialone Nano con il metodo biologico delle carpe liberate nelle acque delle risaie: i pesci mangiano le erbe infestanti. E la pilatura come avveniva nel Seicento.

In Valpolicella si è in piena vendemmia. La famiglia Quintarelli di Negrar ha illustrato l'appassimento delle uve nere sulle "arelle", cioè i graticci posti negli essiccatoi. E si è rievocata l'origine dell'Amarone, nato per errore da un Recioto dimenticato in cantina e divenuto amaro.

A Borghetto si sono gustati i suoi "nodi d'amore": i tortellini che, si racconta, ricalcano nella forma la sciarpa annodata in seta gialla donata dalla ninfa Silvia al capitano Malco. A Terrazzo si è assistito alla raccolta della mela veronese, la Golden ruggine, che nasce in pianura in ambiente umido, ma migliore per la produzione di omogeneizzati. Il viaggio si è chiuso in bellezza in piazza Erbe, dove si espongono specialità come il nostro radicchio rosso, coltivato in 36 Comuni, e il kiwi Igp di cui il Verona detiene oltre l'80 per cento della produzione nazionale.

L'Arena

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