Il vino italiano continua a crescere

Vola il mondo del vino tricolore, quasi un'altra realtà rispetto al trend della nostra economia. Nel 2012 aumentano fatturato, margini, export, investimenti pubblicitari e persino l'occupazione. E le previsioni per l'anno corrente sfruttano l'onda lunga dello sviluppo.

Le società Top 25 del vinicolo in 23 casi registrano una salita dei ricavi e quasi sempre con un miglioramento della redditività. Il preconsuntivo elaborato per il 2012 dall'Ufficio studi di Mediobanca per le principali società vinicole italiane (108) registra un balzo del fatturato del 6,9%, con il traino dell'estero (+9,4%), ma anche del mercato domestico (+4,5%) grazie agli aumenti dei prezzi. Il miglioramento generale ha portato il punto di svolta, rispetto alla crisi del 2008, al +17,1%; al +28,9% per l'export e al +7,1% per il mercato nazionale. La fiducia nel futuro genera investimenti e infatti quelli tecnici sono risultati in ripresa del 10%, dopo la forte flessione del 30,1% del 2011; gli investimenti pubblicitari segnano un +6,5% contro il -14% di quelli nazionali. A livello nazionale, nel 2012 il giro d'affari legato all'export di vini ha raggiunto i 4,7 miliardi, +6,5%, nonostante uno scivolone di circa il 9% degli ettolitri (a 21,2 milioni). «Il successo del vino italiano non deve sorprendere – interviene Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini – Le nostre aziende lavorano da anni e credo che i risultati positivi li raccoglieremo anche nel 2013 nonostante alcune aree di sofferenza».

Un dato rilevante del business del vino è l'aumento degli occupati che Mediobanca stima nel +2,6%: in accelerazione rispetto al +1,9% conseguito nel quinquennio 2007/11 (contro il -5,5% dell'industria manifatturiera nel suo insieme).

Oggi la Ue assorbe oltre la metà delle esportazioni, con un incremento a valore del 10,5%; seguita dal Nord America (33,2% dell'export, +7,2%) e dall'Asia e Australia, in crescita del 26% ma ancora con un peso limitato (4,7% dell'export). «Si soffre per il calo dei consumi in Italia, ma sono in crescita le bottiglie sopra i 6 euro – aggiunge Gancia – Perdiamo terreno anche in Spagna e Germania ma compensiamo con i risultati degli altri Paesi, dove la competizione è diversa. In Russia e Brasile le barriere sono sempre un ostacolo nonostante i miglioramenti». Poi Gancia annuncia che nelle prossime settimane saranno definiti i criteri per utilizzare al meglio gli oltre 100 milioni dell'Ocm vino destinati a cofinanziare le spese sostenute per promuovere il made in Italy sui mercati extra europei. Nel rapporto di Mediobanca i top seller si confermano Cantine Riunite Giv (514 milioni di fatturato, +3,2% sul 2011), Caviro (283,6 milioni, +14,9%) e la divisione vini della Campari (196,4 milioni, +6,1%).

Masi, Botter, Fratelli Martini e Ruffino si distinguono per aver consolidato l'export oltre la soglia del 90%. Ancora Masi e Santa Margherita per la redditività: tra il 15 e il 16% del fatturato. E il 2013? L'87% degli intervistati prevede di non subire un calo delle vendite, ma gli ottimisti (crescita delle vendite oltre il 10%) cadono al 14,5% contro il 44% del 2012. Solo l'1,4% nutre aspettative marcatamente ribassiste. Attese più positive per l'export: il 94% degli intervistati lo prevede in crescita o al più stabile.

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