Vino da collezione e truffatori

Lo Chateau d’Yquemdi proprietà del magnate americano Julian LeCraw, pagato ben 55 mila sterline, sarebbe in realtà una patacca. Pronta una causa milionaria. Il mercato dei vini rari, preziosi e da collezione è in fortissima crescita. Secondo Live-ex muoverebbero ben 4 miliardi all'anno grazie al crescente numero di appassionati. Se però l'acquisto di una bottiglia di vino, oltre che uno sfizio, rappresenta un investimento, ecco che i rischi aumentano a causa dell'incremento delle truffe nel settore.

Nel più classico gioco delle parti, accanto ai truffatori nascono i detective, le guardie del vino d'annata. Tra loro Mauree Downey è la più nota dopo aver denunciato la grande truffa messa a segno da Rudy Kurniawan. Quest'uomo aveva venduto alle case d'aste statunitensi decine di pezzi pregiati, prima di essere smascherato e njella sua cantina, proprio il giorno in cui è stato arrestato, sono state trovate 19 mila etichette contraffatte. Ora la storia sembra ripetersi. La bottiglia di Chateau d’Yquem del 1787 per cui il miliardario americano Julian LeCraw nel 2006 sborsò 55 mila sterline potrebbe essere falsa, e con questa altre 12 bottiglie del pregiatissimo Chateau Lafite, sette delle quali erano precedenti all’acquisto della celebre proprietà francese da parte del Barone Rothschild, nel 1868. Ad accorgersi della presunta truffa Mauree Downey che avrebbe scoperto che l'etichetta della preziosa bottiglia sarebbe stata stampata al computer e poi invecchiata. Ora LeCraw ha deciso di far causa, con una richiesta di danni pari a 15 milioni di sterline, alla Antique Wine Company, che, oltre alla causa, rischia un danno terribile alla sua immagine.

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