Alcol e giovani: si inizia col vino

È il vino la bevanda che traghetta i giovanissimi verso il primo approccio con gli alcolici: «L’iniziazione avviene in famiglia, durante i pasti, e con il vino» dice Giuseppe Corlito, medico – psichiatra – che lavora con i Club Alcologici territoriali. C’è il parere dell’esperto e ci sono più indagini che confermano il fenomeno: ci sono quelle condotte a livello territoriale e quelle a marchio Doxa.

 

Non solo. Da un’indagine 2015 di Ars Toscana emerge che il 41 per cento dei giovani grossetani usa il “binge drinking”, ovvero l’assunzione di elevate quantità di alcol in un periodo di tempo ristretto. Gli adulti grossetani che hanno un consumo a rischio (cioè bevitori “binge” e fuori pasto) – secondo un’indagine 2013 targata MeS – sono invece il 9%. Mettiamo vicini questi ultimi due dati: il 41% dei giovani versus il 9% degli adulti. «Sembra che gli adulti – nota Corlito – abbiano risolto il loro problema con l’alcol, ma al contempo se ne desume che le famiglie non riescano a trovare uno stile di vita protettivo per i figli». C’è di che riflettere. A mente fredda. E riconoscendo una volta per tutte – e senza temere di passare per integralisti – che il consumo di alcol fino a 18 anni dovrebbe essere pari a zero. Vino, e qui spesso cade l’asino, incluso. L’iniziativa. L’associazione dei Club Alcologici territoriali Grosseto Nord in collaborazione con la parrocchia della Santa Famiglia, con il Centro Alcologico territoriale funzionale e con il servizio Alcologico del distretto socio-sanitario dell’Area Grossetana, organizzano venerdì 6 e sabato 7 maggio dalle 18 alle 19.30 due serate di sensibilizzazione agli stili di vita sani. Dove? Al saloncino della parrocchia in via Unione Sovietica. Le due serate sono aperte alle famiglie, in particolare quelle con figli giovani.

L’iniziativa – gratuita – riprende quella delle Scuole Alcologiche ma allarga il campo a tutti gli stili di vita: alcol, fumo, sedentarietà, alimentazione scorretta, con un’attenzione particolare ai più giovani. Gli interlocutori sono le famiglie e tutte le agenzie educative interessate al tama: dalle indagini condotte su scala locale e nazionale risulta che gli stili di vita vengono acquisiti nella prima infanzia e in famiglia, in particolare quello legato all’uso dell’alcol, che per la scienza – appunto – è la sostanza più pericolosa per l’individuo e per la società. Le due serate seguono un metodo interattivo esperienziale. Si parte il venerdì dalle domande sugli stili di vita, per allargare la discussione a piccoli gruppi autogestiti; il sabato si parte dalle conclusioni dei piccoli gruppi per poi fornire risposte e testimonianze delle famiglie dei Club.

Ci sarà un rinfresco finale e a tutti verrà rilasciato un attestato di frequenza. Parallelamente si terrà un corso per coloro che vogliono condurre un’esperienza pratica di conduzione di una Scuola Alcologica Territoriale. Per le iscrizioni ci si può rivolgere a Paola Bovo (333-57433343). L’iniziativa è legata al progetto del Coeso-Società della Salute, rivolto ai giovani, alle scuole e alle famiglie “Non bere la vita di spetta”. (g.m.)

Tags: alcolismo, binge drinking

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