Una "casa del vino" a Torino per promuovere le etichette piemontesi

L’idea di Chiamparino cui stanno lavorando gli assessorati all’agricoltura e alla cultura: un grande spazio nel capoluogo per turisti e appassionati dove far conoscere e degustare le migliori produzioni di MARIACHIARA GIACOSA

 

Un brand per il vino piemontese di qualità e un'enoteca a Torino dove turisti e appassionati possano assaggiare e conoscere le etichette regionali. Un Palazzo del vino in mezzo alla città, per non lasciare la promozione di una delle eccellenze del Piemonte alla sola buona iniziativa dei territori più dinamici. "Non ci serve una nuova fiera come Vinitaly ­ è il pensiero del presidente Sergio Chiamparino ­ ma un'iniziativa che sia il nodo di una rete di valorizzazione del vino di qualità".

Ci stanno lavorando gli assessorati alla Cultura e all'Agricoltura della Regione e l'obiettivo è arrivare ad aprire a Torino un "Palazzo del vino" "in cui ­ prosegue il presidente ­ tutte le eccellenze piemontesi trovino una vetrina permanente. E che periodicamente possa aprirsi ad altre eccellenze vitivinicole nazionali e internazionali".

Ancora non c'è una sede, non c'è un budget né una data di inaugurazione, ma la casa del vino a Torino fa parte di un piano per valorizzare la rete dell'enologia regionale. Ne ha parlato ieri l'assessore regionale all'agricoltura Giorgio Ferrero, alla presentazione di Vinissage, la kermesse sul vino biologico che si terrà ad Asti a fine maggio. Adesso, spiega, "ognuno si fa le proprie fierine, il proprio concorsino, in alcuni casi pregevoli", ma occorre "creare una rete di eventi che possano dare l'idea di cosa si fa sul vino in Piemonte".

Serve "un brand", un concorso "di livello internazionale e fatto bene", in grado di indicare quale sia il Barolo o la Barbera migliore e aiutare gli appassionati a orientarsi nellmercato, tutto l'anno e non solo nei giorni delle manifestazioni che già si organizzano nelle varie città del vino.

E' il caso di Vinum ad Alba, o della Duja d'or ad Asti: "Per qualche giorno il vino è tutto lì, poi non si sa più dove assaggiare le bottiglie premiate". Ferrero pensa anche a una riorganizzazione delle enoteche regionali che "a parte alcuni casi che funzionano bene, spesso hanno orari di apertura ridotti e non rientrano nei circuiti del turismo". Circuiti che non sono solo fisici. Sempre più la promozione dei prodotti e delle offerte enogastronomiche parte dalla rete.

L'idea di Ferrero è un sito internet che racconti e promuova il vino piemontese nella sua totalità. "Una vetrina digitale ­ spiega ­ che proponga itinerari nelle zone di produzione: un luogo condiviso che dica quando c'è l'evento, dove sono le enoteche, dove posso vedere i paesaggi viticoli, dove mangio in ristoranti che hanno un 'offerta di vini adeguato".

Tags: Piemonte

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