Expo 2015 - Il palazzo del vino

Lo chiama “palazzo del vino”. E se lo dice Riccardo Cotarella, umbro, presidente del comitato scientifico per l’allestimento del padiglione del vino italiano a Expo 2015, siamo autorizzati a chiamarlo così. Il palazzo scalda i motori e per il giorno della partenza sarà pronto a scattare. “Ci presentiamo in ordine - spiega Riccardo Cotarella - se non ci saranno intoppi nelle ultime ore, il nostro lavoro per l’inaugurazione può dirsi ultimato. Alla fine del percorso racconteremo e faremo conoscere il vino italiano come mai nessuno lo ha comunicato."

Per il presidente degli enologi mondiali questa non è una grande occasione ma è “una occasione unica”. Di quelle che fanno conoscere la cultura del vino. "Il palazzo - ricorda Cotarella - è pensato proprio come una sorta di centro di acculturamento, come possibilità di distribuire la cultura del vino italiano nel mondo, tutta l'impostazione del palazzo verte su questo punto fondamentale. Secondo noi ci sono tutte le prerogative per centrare l’obiettivo". Cotarella ha dedicato una vita alla ricerca e nello stesso tempo al rispetto e alla valorizzazione della tradizione. Meglio di ogni altro sa che il rapporto fra il vino e la terra che lo genera è il punto cruciale per comprendere la cultura del vino. E comunicarla.

“Certo, e il vino non solo come gioiello del made in Italy agroalimentare sotto l’aspetto commerciale che pure ha una sua importanza, ma il vino inteso - spiega Riccardo Cotarella - come attualità, futuro, capacità di esaltare la nostra diversità in territorio e storia. Chi siamo, da dove veniamo? Ecco, è questa la partenza”. Perché poi il percorso del palazzo del vino prevede incontri e convegni, diverse iniziative. “Mi piace ripetere per sintetizzare - afferma Cotarella - che nulla come un vino catalizza il valore di quello che i francesi definiscono terroir. Expo 2015 può essere la vetrina di queste conoscenze, può attrarre pubblico per una conoscenza solida di quello che deve essere un buon vino, capace di avere cioè una identità. E i vini italiani, la loro straordinaria diversità e qualità, tutto questo sanno esprimerlo nel rispetto di tradizioni e raccontando il loro territorio”. Eccoci ai convegni. Riccardo Cotarella alla partenza di Expo, nel suo palazzo del vino ne ha già preparati cinque. Il primo è “il vino nella tradizione gastronomica italiana”.

“Vino e cibo si sono sempre incontrati sulle tavole della nostra civiltà - dice Cotarella - e questo è successo fin dai tempi più remoti. In momenti, come quelli attuali, di forti cambiamenti delle abitudini alimentari dovuti ai più diversi e complessi mutamenti della società moderna, occorre ribadire e rafforzare il ruolo edonistico del vino non disgiunto però dal ruolo sociale e alimentare che ha sempre avuto”.

Fra i convegni già organizzati, sempre alla presenza dei più alti esperti del settore, quello sul “viaggio storico letterario”, “uno sguardo sul futuro. La ricerca scientifica per una nuova viticoltura”, “relazioni ambientali, culturali e di diritto”, “vino e salute: un rapporto di continuità millenaria”. Il palazzo del vino sarà quindi “uno stimolo per il sapere e il rispetto del lavoro a questo dedicato e abbiamo investito anche su interattività, spazio alla scienza, all’arte, alla musica”.

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