Viticoltura in Italia

L'albero della vite
L'albero della vite
Viticoltura: settore dell’agricoltura dedicato alla coltivazione della vite (Vitis vinifera) per la produzione di uva da tavola e da vino. In ambito europeo, la viticoltura è particolarmente diffusa in Italia, Francia e Spagna.

La viticultura: cenni storici

In Italia i primi tentativi di vinificazione risalgono al 1000 a.C.; le popolazioni latine e il popolo romano coltivarono la vite intensamente. Nel Medioevo la viticoltura decadde e solo i monaci continuarono a migliorarla. Nel XIX secolo gravi conseguenze dal punto di vista produttivo e della sopravvivenza della coltura stessa furono causate da una malattia fungina, la peronospora, e da un insetto, la fillossera. Quest’ultima calamità fu sconfitta grazie all’utilizzo di portainnesti di origine americana resistenti agli attacchi dell’insetto. Da allora le viti vengono propagate attraverso talee la cui parte aerea è costituita dalle viti europee, innestate su portainnesti americani; la propagazione per seme è in genere utilizzata per il miglioramento genetico.

La coltivazione della vite, praticata in Palestina già in epoca precristiana, fu introdotta nelle regioni mediterranee dai fenici, e dall'antica Grecia si estese poi a tutto l'impero romano. Oggi viene praticata a livello industriale in tutto il mondo, in particolare nell'Europa occidentale, nei Balcani, in California, in Australia, in Sud Africa e, in parte, anche in Sud America.

Viticoltura: da vino e da tavola

In Italia vengono coltivate numerose uve da vino, alcune delle quali sono localizzate esclusivamente in alcune zone. Vitigni celeberrimi di questo tipo sono il Bonarda, il Cabernet, il Merlot, il Montepulciano, il Nebbiolo, il Pinot e il Prosecco. Le uve da tavola si distinguono a seconda del periodo di maturazione; sono dette precocissime le varietà (cultivar) che maturano in agosto; seguono le uve precoci, di prima, di seconda, di terza e di quarta epoca (con maturazione a fine settembre). Alcune delle più note varietà da tavola sono l’uva Italia, la Regina e la Cardinal.

I vari tipi di uva si differenziano in base all'uso cui sono destinati: le uve da vino da tavola devono avere un certo grado di acidità ed essere limitatamente zuccherine, mentre quelle da vino dolce devono avere caratteristiche opposte. Le uve da consumare come frutta devono avere un'acidità e una concentrazione di zuccheri limitate e, per poter essere immesse sul mercato, devono presentare acini che abbiano dimensione, colore e forma corrispondenti a parametri molto precisi. Le uve utilizzate per produrre succhi e gelatine sono molto acide, scarsamente zuccherine e devono avere un sapore forte e deciso. Le uve da essiccare sono molto zuccherine, poco acide e non presentano semi. Le uve europee sono qualitativamente superiori a quelle americane, e più adatte a essere consumate come uva da tavola o a essere trasformate in vini o uve passe. Le uve americane sono particolarmente indicate per la trasformazione in succhi e gelatine. Gli acini essiccati vengono commercializzati come uva passa, uva sultanina o zibibbo essiccato.

Coltivazione della vite

Le forme di allevamento utilizzate nella viticoltura italiana sono varie: l’alberello è diffuso nelle zone in cui le condizioni climatiche limitano lo sviluppo della coltura, il cui ceppo si eleva per pochi decimetri dal suolo; il cordone speronato prevede che il fusto venga portato all’altezza di circa 1 m da terra e teso su di un primo filo della medesima altezza; i pergolati sono tipici della Romagna e del Trentino, mentre in Puglia predomina il tendone, che è utilizzato soprattutto per le uve da tavola.

La produzione inizia dal secondo o dal terzo anno dall’innesto. In produzione si eseguono la potatura secca, con cui si recidono i tralci che hanno già prodotto, e la potatura verde che prevede diversi interventi quali la cimatura, l’eliminazione dei germogli ascellari, lo sfoltimento delle foglie al fine di esporre il grappolo al sole.

La raccolta avviene scalarmente, dopo che è stata determinata la maturità; in Italia è diffusa soprattutto la raccolta manuale.

Le avversità e i problemi che affliggono la coltura sono costituiti da malattie fungine quali l’oidio, la peronospora, il mal dell’esca e la botrite, da malattie virali quali l’accartocciamento e l’arricciamento fogliare e il mosaico giallo, da acari e numerosi insetti che attaccano la vite e, ancora, da fisiopatie quali la clorosi ferrica.

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