La Vite (pianta)

La pianta della Vite
La pianta della Vite
Vite (pianta): nome comune delle piante appartenenti al genere Vitis della famiglia delle vitacee. Caratteristiche principali della vite: le viti sono piante legnose rampicanti, che possono raggiungere notevole lunghezza; i fusti flessibili si addossano al substrato e vi si legano mediante viticci volubili e privi alle estremità dei dischi adesivi che si riscontrano in altre vitacee (come la vite del Canada).

Dal fusto principale, che prende il nome di ceppo, si diramano rami secondari, i tralci, sui quali si sviluppano i fiori. Questi sono piccoli e poco appariscenti, di colore verdastro o bruno a seconda della specie, ermafroditi o dioici e riuniti in infiorescenze a grappolo composto; i cinque sepali cadono precocemente, così come i cinque petali fusi alle estremità superiori a formare una sorta di cappuccio. Il frutto corrisponde a un grappolo di bacche (gli acini) contenenti ciascuno 1-2 semi. La crescita degli stami determina il distacco della corolla. Le foglie sono semplici, palmato-lobate, e disposte in modo alternato lungo i tralci; in posizione opposta rispetto a ciascuna di esse vi è un viticcio.

Specie di vite più rappresentative

Il genere Vitis comprende circa 30 specie di provenienza asiatica ed euro-asiatica e 40 americane.

Tra le specie asiatiche, si distingue V. amurensis, della regione del fiume Amur, capace di resistere fino a –40 °C e all’oidio.

Tra le specie americane, è possibile distinguere le viti adattate ai climi temperati, che comprendono: il gruppo delle viti del Canada e del Nord degli Stati Uniti, tra cui V. labrusca, o uva fragola (a fiori ermafroditi, rinomata per i suoi grappoli rosso-scuro di acini piccoli ed estremamente zuccherini, resistente alle malattie crittogamiche e al freddo); il gruppo delle viti statunitensi, quali V. riparia (a fiori dioici, resistente al freddo e ai terreni asfittici e umidi perché cresce in prossimità delle rive dei fiumi), V. berlandieri (a fiori ermafroditi, resistente alla siccità e ai terreni calcarei) e V. rupestris (a fiori dioici, resistente alla siccità e ai terreni poveri); il gruppo delle viti della California, come V. arizonica e V. californica. Tra le specie americane si identificano inoltre le viti dei climi tropicali, come V. smaliana e V. caribaea.

Di provenienza euro-asiatica è invece V. vinifera ssp. silvestris (cioè sottospecie silvestris), pianta spontanea con fiori dioici e piccoli grappoli di frutti bruni di sapore aspro, dalla quale, per una mutazione avvenuta a livello delle gemme, è derivata la vite più importante da un punto di vista economico, la sottospecie V. vinifera ssp. sativa, ovvero la vite da vino.

Vitis vinifera ssp. sativa, la vite da vino

Pianta originaria della regione caucasica e ormai considerata cosmopolita, la vite da vino ha fiori ermafroditi e foglie palminervie, con profonde lobature; è resistente ai terreni calcarei, ma sensibile a varie patologie da nematodi, funghi e, in particolare, alla fillossera (Phylloxera vitifolii). Per questo motivo, viene di solito innestata su ceppi di viti resistenti a questo insetto, come molte specie americane (che fungono da portainnesti); oppure, viene incrociata con altre specie allo scopo di ottenere ibridi capaci di resistere alla fillossera e che non devono essere innestati (le cosiddette viti franche di piede). Le numerose varietà (cultivar) attualmente esistenti sono vocate alla produzione di vino (come la cultivar Pinot) o al consumo diretto (uve da tavola, come la cultivar Regina), oppure possono avere un duplice impiego (ad esempio la cultivar Moscato). La coltivazione della vite (viticoltura) costituisce una fondamentale risorsa economica per molte aree dei climi temperati e temperato-caldi.

Classificazione scientifica: Le viti costituiscono il genere Vitis della famiglia delle vitacee, ordine ramnali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.

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